Unione Sikh Italia al Forum delle minoranze religiose promosso dalle Nazioni Unite

L’intervento di un giovane rappresentante di USI

Kiranjot Singh, rappresentante dell’Unione Sikh Italia, è’ entrato nel Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra indossando tutti i simboli della tradizione Sikh, compreso il Kirpan. E’ accaduto  in occasione del Forum on Minority Issues, svoltosi a Ginevra  il 27 e il 28 novembre scorso. Kiranjot Singh ha 23 anni e lavora come operatore cnc nel settore metalmeccanico.

“Siamo una comunità di onesti lavoratori ha affermato intervenendo al Forum  –  il cui lavoro, soprattutto in agricoltura, da decenni contribuisce  all’economia nazionale. I Sikh hann

Rappresentante Usi e il Special Rapporteur on Minority Issues, Mr. Nicolas Levrat

o un forte senso del dovere, che storicamente si è espresso anche nel sacrificio dei soldati che hanno combattuto per la libertà al fianco degli Alleati nelle guerre mondiali”.

La presenza di un giovane al prestigioso evento di Ginevra corrisponde a una precisa scelta dell’Unione Sikh Italia che da anni favorisce la crescita di una nuova leadership,  integrata nel contesto europeo e consapevole della storia, delle norme e delle tradizioni della società europea. Molti studi sociologici ormai documentano l’alto livello di integrazione dei giovani Sikh nelle società occidentali, nelle università e nel mondo del lavoro, nel servizio volontario e disinteressato per tutti, fornendo supporto alle comunità locali, soprattutto durante le emergenze nazionali.

“Tuttavia – ha sottolineato il rappresentante dell’USI – nonostante questa piena e leale integrazione, la nostra religione non è ancora stata legalmente riconosciuta in Italia. Questa mancanza ha conseguenze dirette su aspetti  molto concreti e pratici, ad esempio la difficoltà a rispettare l’obbligo di indossare il turbante (Dastar) e di portare il Kirpan. Il caso si fa ancora più grave quando il giovane Sikh, osservante della propria fede, intende arruolarsi nell

e forze dell’ordine mantenendo l’uso dei simboli religiosi tradizionali del sikhismo. La mancanza di un riconoscimento giuridico limita anche altri aspetti del culto Sikh: la possibilità di assistenza spirituale negli ospedali e nelle carceri e limitazioni alla possibilità di celebrare matrimoni religiosi con effetti civili o di garantire le sepolture secondo il rito Sikh. Concludo con un appello al Relatore Speciale, affermando che la piena libertà religiosa è la misura della maturità democratica di una nazione. Aiutateci a compiere questo passo essenziale verso una società più giusta ed equa”.

La partecipazione di un rappresentante dell’USI al forum di Ginevra è stata facilitata dall’Osservatorio Nazionale sulle Minoranze (ONM).  Tra gli animatori di questo organismo, nato per iniziativa di Renato Ongania, fondatore della Cattedra della Pace di Assisi, anche Rossana Lanati (Presidente dell’Associazione Life Aps) e Rocco Lanatà, direttore aggiunto dell’ONM. Tra i membri dell’Osservatorio, in rappresentanza dell’USI, anche Singh Baljinder.

“Sono stato ben accolto da tutti i partecipanti e dal personale del, ONU – ha commentato Kiranjot Singh – che ha visionato il mio Kirpan e mi ha concesso l’ingresso senza problemi.    Per me e l‘USI è stata una grande opportunità portare la testimonianza della comunità Sikh su un palco internazionale. Questo forum è importante perché permette alle minoranze di essere accolte e ascoltate a livello internazionale. Speriamo serva ad accreditarle anche sul piano nazionale”.

Rappresentante di Unione Sikh Italia (Kiranjot Singh), Rocco Lanatà (direttore aggiunto dell’osservatorio Nazionale sulle Minoranze) e Rossana Lanati (presidente Associazione Life Aps)